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Altre patologie

Occhio secco


Si tratta di una malattia oculare frequente, alla base della quale è presente un deficit quantitativo e/o qualitativo delle lacrime.

Quali sono le principali cause? Possiamo distinguere in:

– forme primarie: sono manifestazioni oculari di una malattia autoimmune (es. lupus eritematoso sistemico, artrite reumatoide e sclerodermia)

– forme secondarie: dovuta ad una eccessiva evaporazione della pellicola lacrimale (es. blefariti, congiuntiviti, uso prolungato di lenti a contatto, ridotta secrezione senile, secchezza da uso di farmaci, insufficiente apporto di vitamina A, uso protratto di colliri)

La funzione delle lacrime è quella di formare una pellicola che ricopre l’occhio e servono a:

  • lubrificare l’occhio: il bulbo oculare è protetto dall’ambiente esterno dalle palpebre che si aprono e chiudono. Le lacrime sono come l’olio lubrificante di un motore.
  • nutrire la cornea: la superficie oculare trasparente ha vasi sanguigni, le lacrime apportano sostanze nutritive ed ossigeno alla cornea
  • difendere l’occhio: le lacrime lavorano la superficie oculare asportando tutte le sostanze di rifiuto e non permettendo l’attecchimento di germi.

Alla produzione delle lacrime sono deputate le ghiandole lacrimali che riversano il loro secreto all’interno del sacco congiuntivale. Le lacrime si raccolgono nell’angolo nasale dell’occhio. Vengono, qui, riprese da due piccole aperture, i puntini lacrimali e vengono trasportate all’interno del naso.

Esistono due tipo di produzione delle lacrime:

  • basale: continua e costante
  • riflessa: causata da stimoli interni ed ambientali diversi.

Le lacrime sono composte principalmente di acqua, ma contengono anche elettroliti, proteine, grassi e sostanze organiche. Il film lacrimale si suddivide in 3 strati:

  1. Lipidico: è lo strato esterno. Ha uno spessore sottilissimo e risulta composto da sostanze grasse;
  2. Acquoso: è lo strato intermedio ed è il più spesso. E’ composto da acqua in cui sono presenti sostanze nutritive e di protezione;
  3. Mucoso: ha una funzione prevalentemente di lubrificazione

Una scarsa produzione di lacrima o un’alterazione dei rapporti dei costituenti che alteri la loro composizione è responsabile di una serie di sintomi che caratterizzano la condizione di occhio secco.

I principali sintomi sono:

  • bruciore
  • senso di corpo estraneo
  • difficoltà di apertura delle palpebre
  • fotofobia
  • secrezione mucosa dell’angolo interno

Per i casi più gravi i sintomi sono:

  • dolore
  • annebbiamento visivo

Diagnosi: Un normale esame oculistico permette di individuare sia alterazioni qualitative e sia alterazioni quantitative della lacrimazione.



Lo strabismo


Lo strabismo è la condizione in cui gli assi visivi dei due occhi non sono allineati. Questo, può portare alla visione doppia se insorge in età adulta. Quando, invece, è presente dalla nascita il cervello del bambino esclude spontaneamente l’occhio deviato proprio per evitare la visione doppia.

Sintomi e cause dello strabismo: Tra i sintomi soggettivi dello strabismo ci possono essere:

  • mal di testa
  • stanchezza visiva
  • bruciore
  • fotofobia
  • talvolta inclinazione del capo
  • aggrottamento delle sopracciglia

Lo strabismo può essere ereditario o essere dovuto ad anomalie oculari.

Classificazione:

STRABISMO CONCOMITANTE: E’ quello più frequente nell’età infantile e prevale lo strabismo convergente o esotropia (occhio deviato verso l’interno) su quello divergente o exotropia (occhio deviato verso l’esterno). L’exotropia si manifesta di solito verso i 10 anni, mentre l’esotropia molto prima. Lo strabismo può essere verticale: l’occhio può essere deviato verso l’alto (ipertropia) o verso il basso (ipotropia).

Questi strabismi dipendono da anomalie dei fattori nervosi che regolano la posizione degli occhi.

STRABISMO INCONCOMITANTE (PARALITICO): E’ quello più frequente nell’anziano. In presenza di una paralisi dei muscoli dell’occhio, viene persa la capacità di muovere i due occhi contemporaneamente provocando una diplopia (visione doppi). La diplopia aumenta quando si guarda dalla parte del muscolo paralizzato.

NEONATI: Nei neonati è spesso difficile determinare la differenza tra occhi che sembrano essere deviati e il vero strabismo. I bambini hanno spesso il naso largo e una piega di pelle tra quest’ultimo e le palpebre che dà la sensazione di occhi storti verso l’interno, che scompare con la crescita del bambino. L’oculista, in ogni caso, è in grado di distinguere il vero strabismo.

Come si tratta?  Quando lo strabismo si instaura a causa dell’ambliopia, l’occhio che vede bene deve essere bendato al fine di incoraggiare quello pigro a lavorare di più, migliorando la capacità visiva.

Se lo strabismo si manifesta per un problema della vista, bisognerebbe prescrivere le lenti.

Si può anche intervenire chirurgicamente, ma non prima dei 2-3 anni di vita. In caso di strabismo che insorge nell’età adulta, l’unica terapia è la cura delle patologie sistematiche che lo hanno provocato.

Quando abbiamo uno strabismo paralitico, la terapia possibile è l’uso di prismi, ossia lenti che deviano l’immagine.



Retinite pigmentosa


Che cosa è? Include un gruppo di malattie della retina di tipo degenerativo e progressivo, a trasmissione ereditaria. Colpisce entrambi gli occhi.

Come si manifesta?  Nella maggior parte dei casi, all’inizio viene danneggiata la visione periferica, in seguito si può associare un danno alla visione centrale più o meno importante.

Quali parti degli occhi colpisce? Colpisce i fotorecettori, ovvero le cellule della retina che hanno il compito di catturare la luce e trasformarla in segnale elettrico che raggiunge il cervello, dove il segnale rielaborato genera la percezione visiva.

Nella retina esistono due tipi di fotorecettori:

  • i coni: localizzati soprattutto nella parte centrale della retina e lavorano in condizioni di luminosità Grazie a loro noi possiamo distinguere i colori, riconoscere i volti, leggere, scrivere.
  • i bastoncelli: si trovano più in periferia. Ci permettono di controllare lo spazio circostante e si attivano quando la luminosità è più bassa. Ci garantiscono il movimento e l’autonomia.

Nella maggior parte dei casi di retinite pigmentosa, quelli ad essere colpiti sono soprattutto i bastoncelli. Si ha una difficoltà a vedere in condizioni di bassa illuminazione come muoversi o guidare di sera o di notte, si adattano poco e lentamente quando passano da un ambiente luminoso ad uno scuro. La fotofobia e l’abbagliamento sono costanti.

Come vede un malato di retinite pigmentosa?  Man mano che la malattia progredisce, si avrà un restringimento progressivo del campo visivo fino a raggiungere una visione tubolare (come se si guardasse attraverso il buco di una serratura). Questo comporta, ad esempio, che non si percepiscano gli oggetti lateralmente, si inciampi nei gradini o negli ostacoli bassi. Si accentuano, invece, i fenomeni di abbagliamento e si riducono il contrasto e l’acuità visiva.

Come si fa la diagnosi? La diagnosi viene fatta dall’oculista dopo aver fatto l’esame del fondo e il campo visivo

Esiste una cura? Al momento non esiste una cura.



Retinopatia diabetica


Che cosa è il diabete? E’ una malattia cronica in cui il valore della glicemia è superiore alla norma. Esistono due tipi di diabete:

Tipo I: diabete insulino-dipendente, si ha quando è necessario somministrate insulina.

Tipo II: diabete non insulino-dipendente, Si ha quando vengono somministrati ipoglicemizzanti e/o bisogna eseguire una dieta a basso contenuto di zuccheri

Che cosa è la retinopatia diabetica? L’occhio è l’organo più a rischio, soprattutto la retina che è costituita da cellule nervose che captano il segnale luminoso e lo inviano al cervello. Il principale danno che causa questa malattia è un’alterazione del circolo sanguigno a livello dei vasi sanguigni più piccoli dove il sangue cede ai vari tessuti ossigeno e sostanze nutritive. Nel corso degli anni il diabete determina un indebolimento delle pareti dei capillari fino a creare dei veri sfiancamenti poi la trasudazione della parte liquida del sangue, microinfarti con ischemia.

A questo punto intervengono i processi di cicatrizzazione che crescono in modo caotico distruggendo il tessuto nervoso nobile, determinando emorragie sempre più gravi e favorendo il distacco di retina.

Perché la retina risulta maggiormente colpita? La retina è ricca di vasi, avendo bisogno di sostanze nutritive e ossigeno per funzionare, e scorrono isolati.

Quali son i fattori di rischio? Uno dei fattori principali è la durata della malattia: da quanto più tempo si soffre di diabete tanto più alto è il rischio di avere anche una retinopatia.

Un altro importante fattore di rischio è il controllo del metabolico del diabete che vuol dire impostare e prescrivere una terapia giusta, seguire indicazioni del medico, adeguarsi a un corretto stile di vita. Altri fattori di rischio possono essere: alcool, fumo, alcuni farmaci, ipertensione arteriosa, malattie ai reni ecc..

Quali disturbi vengono avvertiti dal paziente quando inizia la retinopatia? I sintomi oculari si hanno solo quando la retinopatia diabetica ha raggiunto uno stato molto avanzato. In questi casi si hanno:

  • abbassamento lento e graduale della vista con associata distorsione delle immagini.
  • improvvisa perdita della visione a un occhio per un’estesa emorragia o per l’occlusione di un grosso vaso sanguigno della retina.

Che fare? Anche in assenza di sintomi il paziente diabetico deve sottoporsi con una certa periodicità a visite oculistiche che prevedono l’esame del fondo oculare

Come si cura la retinopatia? Oggi il mezzo più efficace è il trattamento con il laser: fotocoagulazione Argon laser. Il raggio laser determina una bruciatura del tessuto con sua distruzione e cicatrizzazione. La retina malata quindi, non si rigenera né si guarisce, semplicemente viene ustionata. In questo modo viene bloccata la progressione della malattia.

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